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La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.

Chiesa Parrocchiale



La facciata

La facciata odierna della Chiesa fu sistemata, probabilmente, al momento della formazione della grande piazza, nel primo 1700, compresa la fronte a due ordini mossa da lesene e portali barocchetti, datati 1745; superiormente risulta incompiuta con un effetto che ha fatto pensare all'intervento secentesco di Carlo Buzzi.

La navata della Chiesa

La grande navata che ora si apprezza, fra le più importanti architetture della zona, fu lavoro avviato poco dopo il 1600 e finito, come abbiamo detto prima,verso il 1613.

La navata, con volta a botte, è fasciata da un robusto cornicione in pietra e scandita da lesene corinzie in arenaria, che incorniciano la controfacciata e le tre Cappelle per lato.

Le sei cappelle

La prima e l'ultima cappella a destra, rispettivamente dette “Cappella di San Giovanni Battista” e "Cappella del Rosario e di San Giuseppe”, furono decorate all'inizio del 1600.

Nella prima, sopra l'altare, vi è una splendida tela della decollazione del Battista fra i Santi Fermo e Rustico: sono la più fresca e originale prova di Camillo Procaccini in tutta la Brianza; poco più tarda è la decorazione dell'altra Cappella, anticipata nel prospetto, dall' Annunciazione e da figure di Santi, riccamente illustrata da stucchi dello scultore Giacomo Bono: nel 1622 venne affrescata con i riquadri dei Misteri da Giovan Mauro della Rovere detto il Fiammenghino.

A queste due felicissime prove del Manierismo milanese, si contrappone la terza Cappella di sinistra, quella della Madonna delle Grazie.

Il pittore casalese del Settecento, Pier Francesco Guala, vi dipinse monumentali profeti intorno all'effige della venerata Madonna con Bambino, affrescata su una sezione di muro nel 1400 e da lui poi trasferita nella Cappella.

Le altre tre Cappelle: la Cappella del Crocefisso, la Cappella del Battistero e la Cappella di Sant'Antonio Abate, sono con il pulpito ligneo e la volta, che è abbellita da medaglioni con sfondati di cieli, elementi settecenteschi di sapore barocchetto di alta qualità.

Nella cappella di Sant'Antonio Abate, che è anche compatrono di Santa Maria, vi è una tela del 1600 con l'effige del Santo, a prova che la tradizionale festa del 17 gennaio ”Festa de S. Antoni del purcel” risale a tempi antichi: in questa giornata si benedicevano gli animali, il sale per gli animali e le candeline sottilissime.

Questa festa è, a tutt'oggi, molto sentita anche dalla gente del circondario.

L'organo

Nel presbiterio, a sinistra, si trova un elaborato ed antico organo a canne costruito nel 1885 dalla Famiglia Bernasconi di Varese.

L'originale fisionomia era quella del classico organo meccanico a catenacciatura, ma l’intervento effettuato, probabilmente negli anni 1920/30, ha mutato radicalmente la struttura originaria di tale strumento, modificando la trasmissione con l'asportazione della catenacciatura originale dei registri, per l'inserimento della leva Baker. L'intervento è stato effettuato dalla ditta Maroni di Varese e tutto il resto è rimasto originale.

L'ultimo restauro, conclusosi nel 1996, ha voluto privilegiare la funzione pastorale dell'organo, aggiungendo una consolle che desse la possibilità di accompagnare l'assemblea o la corale senza accedere alla balconata ridotta di spazio.

L'organo restaurato è stato inaugurato con un importante concerto tenutosi in data 1 giugno 1996.

I1presbiterio

Nel Presbiterio emerge naturalmente per alta qualità, il lavoro del quadraturista che inventa l'incorniciatura dipinta della statua lignea dell'Addolorata del 1600.

Dietro al grandioso altare del 1765, vi è il vasto coro ligneo semicircolare di noce lombarda del 1600; di notevole interesse sono anche i seggi lignei del 1700 (a sinistra dell'altare), i confessionali di noce e radica del 1700 e la bussola in noce e radica del 1800.

Le pareti sono affrescate da due scene tratte dalla vita di San Filippo Benizzi, uno dei fondatori dell'Ordine dei Serviti: le opere sono attribuite a Federico Ferrario.
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