 La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
Chiesa Parrocchiale
Possediamo descrizioni dell’epoca della costruzione degli oggetti d’arte presenti nella chiesa, come quella che segue del 1944:
Vi rimetto la nota per le prime 3 vetrate, consegnate e messe in opera sulla facciata della parrocchia della suddetta chiesa, rappresentanti Cristo Re in trono ed Angeli oranti, esecuzione su sistema antico, ad intarsio di vetro colorato, ombreggiato e cotto a gran fuoco, legatura in piombo, seguenti la modellazione e la struttura delle varie parti in modo da formare disegno e di non disturbarne i vari elementi che la compongono, esecuzione a perfetta regola d’arte, e posta in opera per la cifra totale di lire 18.000 (diciotto mila).
Distinti saluti ed ossequi
FAUSTO MANZONI
La chiesa è ricca di altre 8 vetrate, che si trovano sulle pareti laterali, Rappresentano, partendo dall’altare a sinistra di chi entra: due Padri della Chiesa d’Occidente:
S. Ambrogio e S. Gregorio Magno; S. Anna con Maria Bambina, infine, S. Agnese; a destra, sempre partendo dall’altare: gli altri due Padri della Chiesa d’Occidente, S. Agostino e S. Gerolamo; S. Giuseppe con Gesù Bambino; infine, S. Luigi Gonzaga. Soffermiamoci su alcuni particolari.
S. Ambrogio è presentato con il suo apparato episcopale, con la mitra sul capo, il pastorale nella mano sinistra e nella destra la frustra o lo staffile, a significare il suo atteggiamento energico contro i soprusi del potere e le ingiustizie sociali. Sullo sfondo si può intravedere la chiesa di Monte.
Anche S. Agostino è raffigurato con i tipici paramenti episcopali (pastorale e il libro liturgico); il bambino che cerca di versare l’acqua del mare in una buca simboleggia la pretesa del Santo di voler capire tutto il Mistero di Dio.
S. Gregorio è presentato con le insegne papali (la tiara o triregno e il pastorale a forma di croce astata); l’angioletto che mostra uno spartito musicale sta ad indicare la riforma del canto gregoriano.
S. Gerolamo tiene tra le mani la Bibbia; il leone è il simbolo tradizionale del Vangelo di Marco
S. Anna e Maria Bambina con le braccia accoglienti, S. Giuseppe e Gesù Bambino con il mondo in una mano, mentre l’altra lo benedice con le caratteristiche tre dita: il motivo unificante delle due vetrate non mi risulta evidente, se non per il fatto che ci troviamo di fronte a dei Santi eccezionali.
S. Agnese è raffigurata con la palma tra le mani, simbolo del suo martirio, e con accanto l’agnello, simbolo del suo sacrificio immacolato. Sullo sfondo si intravede un tempio pagano. E la patrona della gioventù femminile. La festa è il 21 gennaio.
Ultima realizzazione a completamento estetico della chiesa sono i mosaici che l’artista Emiliano Viscardi ha realizzato nelle lunette soprastanti i tre ingressi in occasione di questo anno giubilare.
Altre chiese presenti nelle frazioni sono S. Rocco a Cereda e una chiesetta settecentesca purtroppo in stato di abbandono.
Da segnalare la presenza della R.F. Famiglia del Sacro Cuore di Gesù, casa di preghiera e casa di riposo per le suore anziane.
Capitolo a cura di Marco e Andrea Turra; il materiale citato è tratto dal libro “S. Ambrogio in Monte e le sue quattro stagioni” di don Giorgio De Capitani, luglio 1999.
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