PROGETTO PASTORALE PARROCCHIALE 2006
Il mutare della situazione della nostra comunità ha spinto alla revisione e all’aggiornamento del Progetto Pastorale Parrocchiale che era stato redatto nel 1996 e presentato al Cardinale durante la Visita Pastorale di quell’anno.
Abbiamo cercato di svolgere senza fretta questa revisione non come adempimento burocratico, ma come motivo di crescita per la comunità.
Alla stesura ha contribuito il C.P.P. allargato ad altre persone impegnate nelle attività descritte. Il parroco ha ordinato i contributi riproponendoli al C.P.P. per l’approvazione definitiva.
Pensiamo di aver riassunto soprattutto il vissuto della parrocchia così da guardarci allo specchio per poi camminare con spirito rinnovato secondo le indicazioni del Vescovo.
Siamo sempre convinti di aver rivisto un P.P.P. che andrà continuamente verificato e ulteriormente completato nei suoi obiettivi.
Manteniamo il riferimento alla lettera pastorale “Ripartiamo da Dio”del Card. Martini, come nella prima stesura.
Vorremmo costruire “... una comunità alternativa nel senso del Vangelo... Chiesa in cammino da massa a popolo dell’Alleanza... Come una grande rete che raccoglie ogni sorta di pesci... una grande città, le cui porte non devono essere chiuse a nessuno che chieda sinceramente asilo... ospitale con tutti : chi è più avanti e chi è più indietro, chi si muove solo ora e chi si stanca... Chiesa pronta come sposa adorna per il suo Sposo, in cammino verso il giubileo del 2000”.
Entrati nel nuovo millennio ormai da tempo, riscriviamo il progetto pastorale alla luce delle domande ancora attuali che il Vescovo allora ci proponeva : “La nostra Chiesa, la nostra comunità, sa ancora parlare di Dio ? Parlano di Dio le nostre assemblee liturgiche ? Le nostre catechesi fanno presentire il Mistero insondabile, quello che non si comunica solo con le parole, ma anche con i gesti, i silenzi, gli esempi della vita ? Insegniamo a pregare, a immergersi nel Mistero santo ? I nostri ragazzi sentono che c’è una ragione profonda del nostro interesse educativo, quella di aprirli a ciò che è al di là delle cose visibili, di far gustare loro l’amicizia con Gesù figlio di Dio e fratello nostro ? La nostra carità è sostenuta dalla riverenza amorosa verso il povero perché vede in chi è nel disagio il Cristo sofferente e glorioso?
(“l’avete fatto a Me” Cf Mt 25,40) ”
La Parrocchia, suddivisa in piccole frazioni, occupa una consistente estensione con abitazioni nel territorio di cinque comuni. Ciò crea qualche difficoltà anche per i confini che andrebbero meglio definiti.
Conta circa 2500 abitanti ed è aumentata grazie alla immigrazione provocata da nuovi insediamenti abitativi.
Particolare attenzione deve essere riservata alle famiglie di recente immigrazione, alle quali bisogna assicurare accoglienza, disponibilità, amicizia.
La popolazione è per lo più composta da lavoratori autonomi, da lavoratori subordinati (in prevalenza impiegati ed operai specializzati), da pochissimi coltivatori diretti e da parecchi pensionati. Molte le donne che lavorano, soprattutto giovani. La laboriosità è caratteristica visibile della nostra popolazione, con qualche punta di eccesso.
Il grado generale di benessere si è quindi innalzato e corrisponde alla media riconosciuta in Brianza.
Attualmente sono presenti sul territorio alcuni nuclei di extracomunitari di varie provenienze: la loro presenza non è particolarmente consistente anche se passano spesso in cerca di lavoro o per vendere le loro mercanzie.
Religiosamente la parrocchia risente di una consolidata tradizione che ha resistito alle difficoltà degli anni ’70 per un buon tessuto di famiglie cristiane convinte.
Ancora oggi si percepisce l’incidenza del lavoro svolto positivamente dai sacerdoti precedenti : il parroco Don Gaspare (dal 1930 al 1972) che in sintonia con il coadiutore Don Piero (morto nel 1967 e sepolto a Rovagnate) hanno favorito un sentire comunitario che ben si integrava con le istituzioni civili. Sono nate anche strutture e istituzioni ancora oggi in piena attività : lo “Stadio Idealità” e l’Associazione Rovagnate Sport (1955), il salone del Cine-teatro, la casa alpina “Don Piero” per i campeggi estivi a Santa Caterina Valfurva, perfino quattro condomini in cooperative per dare l’abitazione a tante famiglie. Il volontariato per il bene e i beni della comunità è ancora oggi un valore sentito.
Don Paolo e Don Battista, con la loro diversa personalità, hanno pure trasmesso forti valori ben fondati, oltre ad aver curato la consistente sistemazione delle abbondanti strutture. Ora si cerca di non perdere la memoria dei valori tradizionali per trasmetterli alle nuove generazioni nel mutato e complesso contesto della modernità.
Nella visita pastorale del 30/6/1996 il Card. Martini nell’omelia della Messa esortava:”…Anche qui la gente, pur impegnata positivamente e quindi lodevolmente vicina, spesso, alla Chiesa, è invitata a fare scelte di fede personali, interiori, convinte e coerenti capaci di testimoniare; non basta più un cristianesimo fatto di buone abitudini, di belle tradizioni…la fede deve sgorgare dal cuore, dove essere scelta e deve costituire anche un’apertura missionaria verso i nuovi, verso i lontani, verso gli indifferenti, così che tutti siano invitati e accolti nella vita della comunità”.
Anche ora siamo esortati dall’Arcivescovo Dionigi Tettamanzi alla missionarietà nel piano pastorale triennale al quale dobbiamo riferirci. Nella società sempre più secolarizzata e con una cultura che si allontana spesso dai valori evangelici, riteniamo che la sfida più importante sia di stimolare la coerenza tra fede e vita nei battezzati adulti, tentati sempre più ad accontentarsi di una religiosità “fai da te”.
Se è vero che i primi responsabili dell'educazione alla fede sono i genitori, è anche vero che parallelamente, responsabile all'educazione dei fanciulli/ragazzi è la comunità cristiana che incontrano e cioè la comunità parrocchiale.
Proprio perché la comunità parrocchiale sia "testimone credibile", la catechesi ha un ruolo fondamentale e come riporta il RdC deve essere per tutte le età, perché la fede ricevuta nel battesimo deve maturare con un lungo cammino che porta alla scoperta della propria vocazione cristiana e a viverla. L'importanza della catechesi è tale per cui deve raggiungere anche coloro che sono in particolari condizioni di disagio fisico, psichico e sociale.
In questi ultimi tempi la nostra realtà locale è notevolmente cambiata sia per l'arrivo di nuove famiglie che per l'immigrazione straniera. La catechesi può quindi diventare uno strumento di integrazione nella comunità parrocchiale e, comunque, nella Chiesa. Si rileva sempre più spesso lo scarto tra la frequenza settimanale al catechismo e l’effettiva partecipazione ai sacramenti e ad una coerente vita cristiana in famiglia: spesso la scarsa fede degli adulti vanifica la proposta del catechismo.
Gli incontri di catechismo si svolgono in momenti specifici e per età a partire dalla seconda elementare sino al gruppo giovani. Attualmente questi incontri sì svolgono in settimana e precisamente:
‑ 2a elementare alla domenica mattina dopo la S. Messa delle ore 10
‑ 3a 4a 5a elementare al giovedì pomeriggio
- 1a e 2a media al mercoledì pomeriggio
- 3a media al lunedì sera
- 1a 2a 3a superiore al lunedì sera
ogni classe è suddivisa in due gruppi guidati da uno o più catechisti/e per meglio seguire i bambini, poiché per il numero degli stessi, per la loro vivacità, e in casi particolari per problemi di disagio sopra menzionati, risulta a volte difficoltoso svolgere bene il programma.
Per i bambini di 2a elementare l' incontro di catechesi è suddiviso in due momenti:
‑ il gioco per favorire anche la socializzazione all'interno del gruppo;
‑ l'insegnamento delle preghiere con un primo approccio alla Sacra Scrittura.
Sino alla 2a media si segue il catechismo redatto dalla CEI i cui contenuti vengono sviluppati mediante: il dialogo, il disegno, il gioco, la drammatizzazione, ecc... Inoltre ci si propone di trasmettere le tradizioni della nostra Chiesa locale con le liturgie delle varie ricorrenze (Madonna del Santo Rosario, le 40 ore, San Giorgio, ecc..), la vita dei santi e dei missionari anche in relazione al fatto che da alcuni anni nella nostra parrocchia ci sono seminaristi stranieri, in Italia per la preparazione a diventare missionari.
La partecipazione è quasi totale negli anni di catechesi legati all'amministrazione dei sacramenti (Eucaristia e Cresima) mentre la presenza nei periodi intermedi a volte non risulta essere continua e impegnata.
Le difficoltà che attualmente si riscontrano sono:
- trovare spazio all'interno della settimana. per il momento di catechesi sia come giorno che come orario in quanto i ragazzi hanno la settimana super‑programmata;
- motivare e guidare i ragazzi che appaiono sempre più irrequieti, facili alla distrazione, non abituati all'ascolto e allo stare insieme.
Diventa più che mai necessario capire l'origine di tali comportamenti così da promuovere metodi educativi adeguati.
Particolare attenzione è rivolta ai genitori dei bambini e ragazzi che riceveranno i Sacramenti
(Riconciliazione in 3a elementare, Eucaristia in 4a elementare, Cresima in 1a media e la Professione di Fede in 3a media) con incontri in Avvento e Quaresima tenuti dal Parroco e che vogliono essere:
- momenti di sensibilizzazione e sostegno alla loro missione educativa;
- momenti di riflessione, verifica ed eventuale correzione;
- momenti di conoscenza degli obiettivi educativi proposti; coinvolgimento nelle varie celebrazioni con assunzioni di compiti specifici.
Ai catechisti ogni anno vengono proposte iniziative di approfondimento e di aggiornamento sia diocesani che decanali, la cui partecipazione è libera e scarsa. Sarebbe comunque auspicabile un più frequente confronto tra tutti i catechisti della Parrocchia e il Parroco.
L’anno della Professione di Fede di solito è partecipato dalla quasi totalità dei ragazzi di 3a media. L’incontro settimanale è coordinato da catechisti giovani che seguono anche le indicazioni decanali. Partecipano a 4 incontri coordinati da don Valter e a una scansione di gesti fatti durante la Messa festiva (Iscrizione, Consegna del Padre Nostro, della Croce e P.di F.). Ci si preoccupa di aiutarli a discernere affinchè la fede sia razionalmente fondata e illuminata da un riferimento a passi fondamentali della Bibbia. Presupposto di questo lavoro è una conoscenza critica di se stessi e del bagaglio culturale ricevuto precedentemente.
Per quanto riguarda gli adolescenti (1a, 2a, 3a superiore) si riesce a coinvolgerne in media n° 25. Il programma triennale dei contenuti è coordinato da don Valter e le iniziative vengono concordate con il gruppo educatori del decanato.
Viene proposta la catechesi settimanale, la Scuola della Parola per area omogenea, incontri per animatori dell’oratorio, tornei decanali estivi… Diventa più difficile coinvolgere gli adolescenti nel volontariato o nei servizi all’oratorio e in parrocchia. E’ sempre aperto il problema dell’oratorio da vivere come protagonisti poiché difficilmente accettano regole o proposte strutturate.
Per quanto riguarda i giovani (dalla 4a superiore in poi) si cerca di seguire la proposta diocesana e l’impostazione decanale coordinata da don Valter.
Si alternano incontri di catechesi (tenuti dal parroco, da Luisa Crippa e Fausto Personeni), la Scuola della Parola, cineforum tematico, adorazione mensile, incontri con testimoni, ritiri spirituali…
Purtroppo attualmente la partecipazione è scarsa: per alcuni perché si da priorità ad altri impegni, per altri ci si accontenta della Messa festiva, per altri ancora basta una fede a modo proprio.
Alcuni hanno responsabilità educative e si spera che, dovendo spiegare il Vangelo ai più piccoli o dare esempio di gratuità, maturino una fede adulta essi stessi. Ci si tiene in rapporto col decanato e incontrano difficoltà le proposte per area omogenea data la preferenza dei giovani a stare col gruppo della propria parrocchia.
Ai fidanzati si propone, oltre al corso istituzionale concordato a livello decanale, la partecipazione ad incontri mensili con i seguenti obiettivi :
1) Riprendere un cammino di fede per arrivare pienamente consapevoli al sacramento del matrimonio.
A nostro parere chi fa la scelta di sposarsi in chiesa, deve essere convinto e conoscerne le ragioni. Parecchi fidanzati sono rimasti fermi ad una esperienza religiosa infantile, altri convivono…qualcuno già con figlio/a .
Lo sposarsi in chiesa è l’occasione per rivedere le scelte, capire di più la vocazione ad essere famiglia cristiana fondata su una fede adulta, far pace con Cristo e la Chiesa.
2) Inserire la futura famiglia nella comunità parrocchiale. Indirizzare le coppie di fidanzati alla consapevolezza di far parte di una comunità. La loro famiglia è essa stessa comunità. Viene proposta la partecipazione ai Gruppi di ascolto, alle iniziative rivolte alle famiglie e la partecipazione a un gruppo famigliare avviato recentemente seguendo il programma dei Gruppi di Ascolto.
Metodo : dinamica di gruppo.
Gli incontri con la presenza del parroco e di coppie animatrici, hanno una cadenza mensile, con lettura e commento di brani biblici, questionari; tengono conto, in particolare, dei seguenti aspetti :
· la promozione della partecipazione attiva di tutti
· il richiamo all’ascolto reciproco
· l’attenzione a modalità di comunicazione non solo verbale
· la valorizzazione dei contributi di ciascuno all’interno del gruppo
· il riferimento alla Parola di Dio.
Gli adulti
Attualmente abbiamo otto gruppi di ascolto che si ritrovano mensilmente in una casa ospitante, con una media di 7/10 persone per gruppo. Si nota una rara partecipazione maschile. Gli argomenti (proposti dall’Azione Cattolica diocesana) vengono preparati da un gruppo di responsabili in un precedente incontro con il parroco al quale sono presenti anche gli animatori di Perego e S.Maria Hoè. E’ stata fatta la scelta dei gruppi di ascolto per avvicinare un numero maggiore di persone. Altre occasioni di catechesi vengono proposte a tutti nella settimana che precede la festa di ottobre, durante la Quaresima e le giornate eucaristiche.
Ci sono, inoltre occasioni di catechesi per i genitori che chiedono i sacramenti per i figli (all’inizio del catechismo, in Avvento e Quaresima, nell’imminenza della cresima…).
Attualmente ai genitori che chiedono il Battesimo è proposto un colloquio col parroco il quale consegna il catechismo dei bambini con alcune spiegazioni. Sarà opportuno che qualche coppia di adulti si prepari per aiutare i genitori in vista del Battesimo con qualche incontro. In Quaresima il parroco integra la Via Crucis con una catechesi a tema, viene annunciata la Scuola della Parola del Decanato, agli anziani dell’area omogenea si propongono alcune catechesi, si cerca di insistere sulle occasioni proposte dal Decanato…
4 – OCCASIONI E “LUOGHI” DI PRE/EVANGELIZZAZIONE
· La parrocchia pubblica l’informatore bimestrale “Le Campane di Rovagnate” che viene stampato in proprio e distribuito gratuitamente in tutte le case. E’ coordinato dal parroco con il contributo del Consiglio Pastorale. Oltre allo scopo di informare sulle iniziative della parrocchia si prefigge anche di affrontare argomenti di carattere sociale, culturale e di approfondimento, in sintonia con la fede cristiana e il magistero della Chiesa.
· Il parroco passa in ogni casa per la benedizione natalizia consegnando il messaggio del Cardinale.
· La preparazione della festa patronale di S. Giorgio e della Madonna del Rosario coinvolge tutta la popolazione con iniziative sacre e profane.
L’associazione sportiva ARS.
E’ stata costituita nel 1955 “come diretta emanazione della Parrocchia”. “Scopo dell’associazione è l’educazione umana e cristiana della gioventù attraverso la diffusione e la propaganda della pratica dello sport e l’organizzazione delle manifestazioni sportive, ricreative e culturali connesse”. (Statuto Art.2)
Registrata con atto notarile nel 1982, regola il rapporto di gestione strutturale con un comodato aggiornato nel 2002, che le riconosce piena autonomia organizzativa ed economica. Il Comune partecipa attraverso una convenzione. Il parroco partecipa di diritto al Consiglio di Amministrazione e all’Assemblea dei soci. Attualmente coinvolge più di 200 atleti con squadre di calcio e di pallacanestro. Partecipano anche ragazzi e giovani delle parrocchie vicine risultando realtà aggregativa interparrocchiale. Privilegia l’affiliazione alla FGCI ed alcune squadre sono associate al CSI.
Si cerca di armonizzare il rapporto con l’oratorio : questo avviene privilegiando la presenza di allenatori e dirigenti che ne condividono le finalità e di giovani contemporaneamente attivi in oratorio.
Occorre attenzione, ad esempio, per evitare sovrapposizioni tra le rispettive attività. Ci sono durante l’anno un paio di celebrazioni religiose riservate agli sportivi ed occasioni straordinarie.
Ad integrazione citiamo l’intervento del parroco in occasione del 50° dell’associazione.
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE
Quando sono arrivato a Rovagnate il 12 agosto 1995 si erano da poco conclusi i festeggiamenti per il quarantennale dell’ARS. Preoccupato di conoscere la nuova parrocchia, ho avuto subito tra le mani l’esauriente pubblicazione commemorativa che si chiudeva con la foto di don Piero in bicicletta e l’auspicio: “…anche questa volta ci lasciamo con l’intento di ritrovarci tra due lustri, con la gioia del cuore per festeggiare i 50 anni dell’ARS; nel frattempo ci accompagni la consapevolezza di proseguire un cammino ricco di significati iniziato tanto tempo fa…”.
L’ho preso come il “testimone” di una staffetta passato di mano in mano da don Gaspare e don Piero, a don Alfonso, a don Paolo, a don Battista, a me.
Sì, perché i preti sono stati l’anima dell’ARS, ne hanno sposato le finalità e si sono preoccupati che si mantenesse fedele alle intuizioni originarie.
Quali riflessioni dopo i miei dieci anni di ARS?
Mi ha stupito, fin dall’inizio, la sua peculiarità nel panorama delle società sportive parrocchiali e comunali.
In essa e nelle sue strutture confluiscono sia l’oratorio che la società civile. Come ha fatto a funzionare questa convivenza di realtà che di solito viaggiano separatamente e faticano a collaborare?
C’è un equilibrio raggiunto attraverso lo Statuto dell’Associazione Rovagnate Sport, il comodato con la Parrocchia e la convenzione con il Comune. Ma soprattutto siamo tutti concordi nei valori di partenza e nelle finalità. E’ la comunità cristiana (parrocchia) che crede nel valore educativo dello sport e anima un “luogo” dove si agisce cercando di comportarsi da cristiani: un “luogo” aperto a tutti nel rispetto delle diversità purchè non in contrapposizione con le finalità di partenza.
La comunità civile (comune) condivide, riconosce, e delega all’ARS una funzione sociale che è suo compito sostenere.
L’oratorio, proposta educativa alla fede e alla vita cristiana della parrocchia nei confronti dei ragazzi e dei giovani, investe nell’ARS la maggior parte della sua attività sportiva e di gioco.
I problemi si potrebbero creare se venisse meno questo “equilibrio” rendendo necessario percorrere cammini distinti.
Qual è il “motore” che ha permesso 50 anni di attività senza particolari contrapposizioni?
· Il volontariato gratuito… simbolicamente rappresentato dai mattoni fatti a mano per costruire lo “Stadio Idealità”.
· La convinzione delle persone che si sono spese con fedeltà e sacrificio.
· La fedeltà allo scopo educativo prima che agonistico mirante al risultato ad ogni costo. (A proposito: esprimo un particolare apprezzamento per gli incontri formativi attraverso la scuola con i quali ci si è preparati al 50°).
· La consapevolezza di essere comunità e la visione di insieme senza perdere di vista l’appartenenza ad una associazione ben definita e motivata.
Quali i limiti e le fatiche? Li racconterebbero meglio coloro che li vivono dal di dentro. Tento anch’io di esporne alcuni:
· la delega delle famiglie quando non partecipano alla vita della società
· il copiare gli aspetti negativi e gli eccessi comportamentali che si vedono spesso negli stadi, alla TV e nel modo di intendere lo sport
· le pretese dei risultati anteposte all’attenzione educativa
· l’attività sportiva vissuta in alternativa agli appuntamenti della formazione e della vita cristiana con sovrapposizioni ingiustificate.
Alcuni auspici per il futuro.
· E’ decisivo il ruolo dei dirigenti, degli allenatori-accompagnatori e delle famiglie: tutto dipende dalle convinzioni ideali che sostengono il loro impegno e dalla consonanza con i valori umani e cristiani indicati nello Statuto.
· Decisiva è la loro “qualità” di educatori. Non va ritenuta scontata solo perché si è tecnicamente capaci: ci vuole consapevolezza e preparazione. Non si smetta mai di investire sulla formazione!
· E’ importante la sintonia col Progetto Pastorale Parrocchiale che prevede lo stretto rapporto di collaborazione tra Oratorio e ARS: occorre essere sempre attenti a non mettersi in alternativa.
· Poiché l’ARS non opera solo a Rovagnate, è indispensabile cercare la collaborazione con i paesi e le parrocchie vicine evitando eccessi di campanilismo, atteggiamenti di superiorità o inferiorità: ci sia la consapevolezza di svolgere un servizio nella “Valletta”, accogliendo il contributo di tutti.
Concludo con la fiducia e l’augurio che, passando di mano in mano, il “testimone” ARS mantenga la freschezza, l’entusiasmo, l’identità ideale dei primi 50 anni, per altri 50 anni e oltre.
L’effigie in bronzo del fondatore don Piero sarà sempre lì a richiamare chi siamo e a garantirci la sua benedizione.
La casa di vacanze a S. Caterina Valfurva. Acquistata nel 1969 e gradualmente sistemata dai volontari, è stata a lungo utilizzata per turni di campeggio dei ragazzi e delle famiglie.
Nel decennio 85-95 è stata usata solo in agosto e in due brevi occasioni annuali nelle vacanze natalizie e pasquali. Questioni di agibilità hanno frenato un pieno e proficuo utilizzo. Dopo la realizzazione della fognatura e dell’attingimento da sorgente dell’acqua potabile, si è potuto ridare vigore all’attività estiva secondo due criteri : in luglio o in altre circostanze privilegiare i ragazzi (anche dell’area omogenea) e i giovani rispondendo alle finalità educative dell’oratorio, in agosto dando spazio alle famiglie o singoli secondo lo stile della “grande famiglia” dove la vita comune spinge all’accoglienza e alla condivisione delle fatiche e delle gioie.
La Sala della Comunità.
Costruita nel 1932, ristrutturata verso la fine degli anni ’50 e in successive occasioni, dopo oltre vent’anni di inattività cinematografica e dieci di chiusura totale, è stata riaperta nel 1996 a prezzo di grandi sacrifici (economici e di volontariato gratuito).
Le finalità rispondono alle indicazioni del Sinodo 47 e al documento della CEI del 1982.
Sono proposte rassegne annuali di teatro che attualmente riscuotono scarsa partecipazione. Si usa in varie manifestazioni della comunità e la si mette a disposizione anche delle scuole o associazioni che la richiedono, secondo alcune condizioni di affitto.
La Scuola Materna.
Diretta dalle Suore fino al 1992, è ora sostenuta da un’associazione privata di genitori e soci con statuto e regolamento sottoscritti a norma di legge.
Si prefigge “di gestire una Scuola Materna al fine di educare i bambini e di favorire la formazione integrale della loro personalità in collaborazione con le famiglie e la comunità sociale in cui opera, salvaguardandone i valori culturali, morali e religiosi”. (Statuto art. 3).
La parrocchia è rappresentata dai membri di diritto nel Consiglio di Amministrazione : il parroco, un membro del C.P.P. e uno del Consiglio Amministrativo Parrocchiale.
L’uso della struttura è regolato da un Comodato con la Parrocchia che è stato redatto nel 2002. Il rapporto con il Comune è regolato da una Convenzione.
E’ associata alla FISM, si seguono gli indirizzi didattici previsti dalla normativa statale e si concordano momenti di educazione religiosa. La comunità intera è coinvolta attraverso la festa annuale di giugno, la Messa d’inizio d’anno, l’invito a diventare soci, le rappresentazioni di Natale, Carnevale e fine anno, le feste religiose…
Momenti centrali della vita liturgica parrocchiale sono ovviamente le Sante Messe domenicali, tempo in cui la Comunità dei Cristiani si trova per ascoltare la parola e partecipare al Sacramento dell’Eucarestia.
Ci fanno riflettere i risultati dell’indagine sulla frequenza alla messa domenicale fatta il 21 novembre 2004 che qui riportiamo…………………….
Si tratta di un flash che ha tanti limiti: chi va a messa fuori parrocchia, i bambini da 1 a 6 anni non considerati, una parrocchia sparsa su 4 comuni, quel “quasi sempre” difficile da interpretare, ecc. Tuttavia crediamo sia realistico ritenere che i partecipanti costanti alla messa domenicale sia appena superiore al 30% rispetto agli abitanti della nostra parrocchia. Difficile è capire la percentuale di chi frequenta “ogni tanto” e con quale saltuarietà. Inoltre l’analisi diventa interessante a confronto con le altre parrocchie della zona e con i risultati delle città e dell’intera Diocesi.
1) Una constatazione è evidente da tempo: c’è una religiosità con radici cristiane di maggioranza (quasi tutti ricevono il battesimo e i sacramenti dell’iniziazione cristiana), ma la “pratica” di una vita cristiana fondata sull’Eucaristia, la preghiera, la partecipazione ecclesiale, la carità, la morale, l’etica evangelica, ecc. appartiene alla minoranza. 2) La fedeltà alla messa domenicale, per chi partecipa, è sempre più frutto di una libera decisione ed è sostenuta dalla convinzione. La tradizione, il “precetto” e l’abitudine contano sempre meno.
3) La maggioranza dei battezzati ha una fede “fai da te” che non risponde al comando di Gesù: “fate questo in memoria di me”. La messa è sentita come un optional: un rito non indispensabile; ci si autoassolve dicendo: “si può essere buoni cristiani anche senza andare a messa”.
4) La domenica è sempre meno “il giorno del Signore” da santificare con la messa, il “riposo” e la carità: non è più il “luogo” cristiano della fede ma una somma di altre cose ritenute più importanti.
I dati indicano la necessità di impegnarsi nella linea del piano pastorale indicato dall’Arcivescovo.
Aldilà dei numeri, ci preme precisare che le Sante Messe sono ben partecipate, in modo particolare quella delle ore 10 che riveste il carattere comunitario per eccellenza e vede la presenza di tutte le componenti della Parrocchia. Constatiamo che i ragazzi seguono l’esempio dei genitori con quella frequenza saltuaria sopra evidenziata. Ad ogni Santa Messa sono presenti almeno due lettori e si è attenti a coinvolgere sempre più persone in questo servizio. Per quanto riguarda il canto e la musica, solitamente la Santa Messa centrale delle ore 10 è animata dai giovani che propongono ed eseguono canti suonati con la chitarra. Le altre Sante Messe sono generalmente animate da una voce solista che coinvolge l’assemblea con canti tradizionali, si rileva a questo proposito, la mancanza di un organista e di voci - guida adeguatamente preparate. Da qualche anno è rinato il Coro Liturgico parrocchiale che lodevolmente anima le messe centrali delle festività e le principali liturgie.
Non manca la presenza dei chierichetti coordinati da due incaricate che ne organizzano i turni di servizio e momenti formativi.
Non si può dimenticare la buona partecipazione alle Sante Messe feriali delle ore 8,30. Nei mesi estivi (da maggio a settembre) si celebra una Santa Messa serale alle 20.30 ogni giovedì nella chiesetta di Casternago e alternativamente nella chiesa di Villa S. Cuore.
Durante l’anno, altri appuntamenti richiamano la Comunità Cristiana alla riflessione e alla preghiera, in particolare le Giornate Eucaristiche, le Via Crucis e i momenti di preparazione alla festa della Madonna del Rosario, e per i più piccoli la Novena di Natale.
Partecipata è anche la preghiera comunitaria che si celebra la domenica pomeriggio in Avvento e Quaresima animata dall’oratorio.
Le Confessioni sono periodicamente proposte in forma comunitaria (ottobre, Natale e Pasqua). E’ il sacramento vissuto con maggior difficoltà come accade ovunque e i ragazzi si accostano solo se gli si organizza l’occasione. Non c’è una vera e propria Commissione Liturgica, tuttavia c’è un gruppo di persone che cerca di seguire e coordinare i vari aspetti liturgici delle celebrazioni con periodiche verifiche e facendo sempre presente alla parrocchia che il fondamento di ogni Comunità Cristiana è la preghiera seria, l’ascolto della Parola e la partecipazione ai Sacramenti.
INTRODUZIONE
La parrocchia si impegna nella testimonianza del Vangelo dell’amore attraverso la CARITAS PARROCCHIALE e i GRUPPI MISSIONARI.
La Caritas parrocchiale è composta da tutte le persone che si sentono motivate dal Signore a “farsi prossimo” testimoniando il Vangelo della gratuità e del servizio ai più poveri materialmente e spiritualmente.
La COMMISSIONE CARITAS-MISSIONARIA è il gruppo di coordinamento composto dai rappresentanti di tutte le attività caritative e missionarie. “Opera in stretto collegamento con il C.P.P., con la Caritas Decanale e in armonia di indirizzi con la Caritas Ambrosiana” (Sin. 47, n° 131, §1). E’ radunata periodicamente dal parroco.
“Suoi compiti principali sono: a) sensibilizzare tutta la comunità alla pratica della carità…con proposte formative; b) coordinare le diverse iniziative, pur non identificandosi con esse”. (Sin. 47, n°131, § 1.2). Esiste comunque in parrocchia una notevole iniziativa individuale in diversi ambiti di assistenza pur non facente capo direttamente alla Commissione.
AMBITI DI ATTIVITA’
AMMALATI
Si cerca di conoscerli tutti e garantire loro l’assistenza materiale e spirituale. Tutti i parrocchiani si sentano impegnati, sia a titolo personale che in modo organizzato, a questa fondamentale opera di misericordia. Durante l’anno liturgico vengono organizzate delle S.Messe per gli ammalati favorendo la loro presenza e viene celebrata la Giornata Mondiale dell’Ammalato con la visita domiciliare.
In Avvento i giovani e i ragazzi dell’oratorio portano in casa un dono con gli auguri di Natale e nella Domenica delle Palme l’ulivo benedetto con gli auguri della comunità.
Il parroco li visita periodicamente, come pure i tre ministri straordinari dell’Eucaristia che portano loro la Comunione. Ultimamente si è sviluppata una attenzione particolare anche agli ammalati giovani o in particolari situazioni famigliari mediante l’assistenza domiciliare a livello personale o di gruppo. Alcune persone poi, partecipano all’Unitalsi.
ANZIANI
In collaborazione col “Movimento Terza Età” che si coordina a livello di Valletta e decanale, si svolgono le seguenti iniziative:
- incontri periodici parrocchiali (mensili) di preghiera e momenti di festa, a volte in collaborazione con la Proloco
- giornate di Ritiro Spirituale in Avvento e Quaresima
- celebrazioni eucaristiche
- visite periodiche alle case di riposo
- giornata della terza età in collaborazione col Comune
- piccoli servizi di assistenza domiciliare
- gite e pellegrinaggi
- catechesi mensile.
DISABILI
. Un gruppo di volontari presta quotidianamente il servizio di trasporto dei disabili nei luoghi di assistenza-lavoro e dei malati dove necessita. L’attività è convenzionata col Comune che fornisce i mezzi ed è coordinata con l’assistente sociale. Il Comune dà per questo un contributo alla Caritas parrocchiale che lo utilizza per altre attività caritative.
. Un altro gruppo di volontari partecipa all’animazione mensile della “Casa famiglia don Guanella “ di Cassago ed organizza, anche in parrocchia, iniziative con la loro presenza (vendita fiori, cene…).
. Un gruppo di giovani si reca ogni martedì all’Alveare di Brivio collaborando nel lavoro manuale e qualcuno fa parte del Consiglio direttivo.
IMMIGRATI
Ci si rende sempre più conto della loro presenza e delle situazioni che richiedono attenzione. Si fa riferimento al Centro di Ascolto decanale che opera a S.Zeno (ad es. per l’insegnamento dell’italiano). Si interviene quindi, di volta in volta, con iniziative che facilitano il loro inserimento.
RAPPORTO CON IL DECANATO
E’ tenuto da alcuni rappresentanti della Commissione parrocchiale. Le varie iniziative vengono abbastanza partecipate e rilanciate in parrocchia (momenti di formazione, raccolta fondi in Avvento e Quaresima, festa delle genti, adesione a progetti diocesani…). Per problemi di casa, lavoro, solitudine, dipendenza, violenza, malattia, ecc. si fa riferimento al Centro di Ascolto decanale di S. Zeno.
PROGETTI
Maggiore attenzione alla formazione anche facendo partecipare ragazzi, adolescenti e giovani ad incontri diretti con le realtà del volontariato e i volontari. Si intende avviare una Associazione, con statuto e regolamento sulla falsariga della Scuola Materna e dell’ARS, che gestisca la futura ristrutturazione della Casa dei coadiutori e le successive attività. Ci si orienta a farla diventare un Centro Diurno per gli anziani e luogo di aggregazione e animazione del tempo libero.
MISSIONARIETA’
Il GRUPPO MISSIONARIO ADULTI (presente in parrocchia da circa 20 anni) è attualmente formato da 10 persone (più una quindicina che lavorano a casa propria preparando manufatti per la vendita di ottobre). E’ impegnato nelle seguenti attività:
- due rappresentanti partecipano agli incontri della Commissione Missionaria decanale le cui iniziative vengono proposte alla comunità parrocchiale (Settimana Ecumenica con veglia di preghiera, preghiera missionaria con invito particolare ai famigliari dei missionari, commemorazione dei Martiri missionari, animazione dell’ottobre missionario, avvento e quaresima di fraternità in collaborazione con altri decanati con incontri formativi/culturali)
- durante l’ottobre missionario propone la vendita di manufatti per sostenere col ricavato i missionari che hanno operato nella nostra parrocchia e altre iniziative (es. adozioni a distanza)
- durante la quaresima di fraternità, in collaborazione col gruppo dei giovani, propone la vendita dei prodotti del commercio equosolidale, la vendita di libri religiosi e missionari
- partecipa alla Commissione Caritas parrocchiale per coordinare le iniziative
- propone, durante l’anno liturgico, S. Messe con intenzione missionaria
- si impegna alla preghiera personale e comunitaria, quale forza necessaria per svolgere la propria attività.
Il GRUPPO MISSIONARIO GIOVANI si è formato da circa 9 anni all’interno dell’oratorio e si ritrova una sera alla settimana per discutere, approfondire e programmare le attività, sia pastorali che operative riguardanti i progetti missionari parrocchiali. I compiti che si propone sono:
- la sensibilizzazione missionaria sul piano personale, di gruppo e della comunità parrocchiale, con proposte di preghiera e di attività nei momenti importanti dell’anno (quaresima, avvento, ottobre missionario). I punti di riferimento formativo si rifanno agli incontri della commissione missionaria decanale e alle proposte diocesane
- un notevole impegno del gruppo sta nel cercare di mantenere il contatto con le diverse realtà missionarie legate alla parrocchia. Sono le missioni principalmente gestite da missionari che per diverse ragioni sono passati nella nostra comunità:, don Ludovico, padre Sebastian, padre Shanthi, suor Dipika, padre Francis, Padre Antonio, padre Gabriel ecc.
- per la raccolta fondi a sostegno di queste realtà missionarie il gruppo svolge attività manuali e creative; tre sono gli appuntamenti per la vendita dei manufatti: in parrocchia nei giorni precedenti la festa dell’Immacolata e alla Fiera di Osnago in occasione delle manifestazioni “Fiera di S.Giuseppe” e “Manifesta”
- partecipa alle iniziative caritative parrocchiali quali le visite agli anziani e ai malati nelle domeniche che precedono il Natale e la Pasqua.
Gli indubbi cambiamenti che hanno coinvolto la nostra società, hanno avuto ripercussioni anche all’interno dell’oratorio. Il più evidente è che nonostante l’aumento della popolazione nella nostra Comunità, c’è stata una netta diminuzione nella partecipazione alle attività dell’oratorio. Molteplici possono essere le cause di questa situazione.
Cerchiamo ora di fare una fotografia della realtà oratoriana attuale.
Ormai da anni l’oratorio non è più diviso in maschile e femminile, ma tutte le attività coinvolgono sia i ragazzi che le ragazze. Le attività domenicali, che consistono nella preghiera e nel gioco, vengono organizzate da un gruppo (purtroppo non molto numeroso) di adolescenti e giovani.
I momenti di preghiera dell’Avvento e della Quaresima, aperti a tutta la Comunità, vengono animati da un apposito Gruppo Preghiera.
L’organizzazione di eventi “straordinari” quali l’apertura dell’oratorio, gite, ecc…, prevede la collaborazione dei ragazzi con il Gruppo Famiglie. Il Gruppo Famiglie si propone di affiancare i giovani nell’animazione dell’oratorio con iniziative in alcuni sabati sera, organizzazione di cene/pranzi, di gite, feste e giochi per favorire l’aggregazione e il tempo libero in amicizia.
Maggior successo riscuotono le attività svolte durante l’estate quali: oratorio feriale e “vacanze formative”.
Sul tema suggerito dalla F.O.M. vengono organizzate le 4 settimane di oratorio feriale con momenti di preghiera, gioco comunitario, gite e attività varie. Finito l’oratorio feriale, per i ragazzi della Valletta dai 10 anni in su, vengono proposte settimane di divertimento e di riflessione suddivise per età: 5^ elementare -1^ media e 2^ - 3^ media nella casa parrocchiale di S. Caterina Valfurva; - adolescenti e giovani in case autogestite.
E’ però necessario mettere in atto iniziative di richiamo per tenere vivo l’entusiasmo di queste esperienze anche durante la routine dell’anno.
PROPOSTE E CONSIDERAZIONI
· Ci si propone una maggior cooperazione tra i ragazzi dell’oratorio ed il GRUPPO FAMIGLIE per rendere l’oratorio accogliente sia per i ragazzi che per le famiglie; unendo le forze per raggiungere i medesimi obiettivi.
· Occorre incentivare le proposte di volontariato coinvolgendo anche i ragazzi in collaborazione col gruppo missionario giovani.
· Vista la buona riuscita di alcune iniziative in collaborazione con altre associazioni del paese (ARS, CAI, Pro Loco), sarebbe bello riuscire ad intensificare questi momenti.
· L’oratorio svolge l’attività sportiva tramite l’ARS che ne condivide
le finalità.
· L’impegno nella conduzione pastorale richiede di essere attenti a chi si tiene distante dagli ambienti e dalle iniziative della Parrocchia. E’ facile indulgere, più o meno consapevolmente, ad una mentalità e cultura che emargina o non cerca chi viene “da fuori” (meridionali, extracomunitari, nuovi arrivati,...).
· La collaborazione interparrocchiale e decanale è accolta con qualche timore e prevenzione. Entrare nell’ottica della “pastorale d’insieme” richiede un impegnativo cambio di mentalità ed iniziative nuove.
· La proposta dell’Azione Cattolica ha avuto per un paio d’anni il gruppo ACR, ma non è mai decollata. Influiscono ancora le difficoltà del passato, qualche prevenzione e non è ritenuta necessaria. Potrà essere una proposta ancora valida per la formazione di cristiani laici adulti nella fede?
· Sul tema della carenza di vocazioni occorrerà maggiore attenzione nella preghiera, nella catechesi ordinaria, nella sensibilizzazione di tutta la comunità.
LA NOSTRA STORIA
Origine della Parrocchia
Isolata su un colle che sovrasta il paese, la sua dedicazione la proietta in tempi altomedievali, benché la chiesa sia priva di documentazione fino all'anno 1420 quando era provvista di un rettore. Un resto murario della parete meridionale, insieme con una monofora modanata in arenaria, indica però l'antichità dell'edificio, in questo caso assegnabile al secolo XII avanzato. Rispetto alla chiesa, fin dal Cinquecento, il campanile piuttosto elevato sorgeva nel cimitero antistante e con direzione ruotata, sì da apparire un relitto di una composizione degli spazi notevolmente diversa, come se sul colle sorgesse una vedetta a funzioni anche militari. Il luogo dipendeva un tempo dalla chiesa di Brianza, cui era obbligato a render decime nel 1329, forse anche in ragione della nascita di una rettoria pressoché autonoma; essa aveva ampie competenze d'anime sul vasto contorno. Nell'archivio parrocchiale non si trova una data precisa dell'anno di fondazione della Parrocchia, solo uno scritto del Coadiutore Sac. Ambrogio Tentorio del 1873 rileva che vi era una lapide posta sulla facciata dell'antica Chiesa che portava questa iscrizione:
D.O.M.
S. Georgi M.
Dicatum 1420
Consacratum 1540
Instauratum 1771
Lo stesso scritto porta l'elenco dei parroci composto già prima dal Parroco Sac. Berretta dove registrò l'inizio della vita parrocchiale appunto col 1420 con il Reverendo Parroco Bizolus de Airoldi de Robiate.
Essa non è registrata da Goffredo da Bussero, ma è noto che il Liber notitiae sanctorum manca degli elenchi relativi ad alcune dedìcazioni. Sappiamo però che nel 1443 prete Filippo de Cereda era rettore e beneficiale delle chiese dei santi Giorgio e Giovanni Battista, unione che rifletteva la fusione in atto tra Rovagnate e Perego che durò fino al Febbraio del 1588. Avere già il rettore significava disporre di sufficiente autonomia, riflesso indubbio della buona condizione socioeconomica della popolazione.
I confini della Parrocchia
All'inizio della sua storia la parrocchia di Rovagnate si estendeva anche su tutto il territorio di Perego. San Carlo Borromeo, dopo la visita pastorale del 18/08/1571, raccomandava lo smembramento che è avvenuto il 22 Febbraio 1588 dando ufficialità alla nuova parrocchia di Perego. Nel documento d'archivio vengono elencate anche le frazioni per così dire "tolte" alla giurisdizione della comunità di Rovagnate: Roncaria, Casuerchio, Biscioia, Campo, Ratta, Busarengo, Costa, Bernaga, Lissolo, Deserto e Mariazzo.
Nel 1609 furono separate dalla parrocchia di Nava le frazioni di Cassinette, Bosco, Tremonte, S. Maria Hoé inferiore e superiore, che vennero conglobate nella parrocchia di Rovagnate.
Nell'archivio parrocchiale troviamo un interessante documento: è la relazione presentata il 16 marzo 1897 in occasione della visita pastorale fatta dall'allora cardinale Andrea Carlo Ferrari. Il parroco era don G. Battista Frigerio. La popolazione contava tremila abitanti. Anzitutto la parrocchia era divisa in varie frazioni, di cui le più numerose erano: “Santa Maria Ohè, abitanti n. 850, distante dalla chiesa parrocchiale da uno a due chilometri: esiste un santuario. Rovagnate, abitanti n. 800, c'è la chiesa parrocchiale. Monte di Bagaggera, abitanti n. 550, distante da due a quattro chilometri.‑ esiste un oratorio. Prestabio, abitanti n. 400, distante un chilometro e mezzo: non vi sono chiese o oratori. Cereda, abitanti n. 250, distante due chilometri: esiste un oratorio. ‑ Sempre nello stesso documento possiamo trovare le varie chiese ed oratori di seguito riportati:. “Il santuario di Santa Maria, dedicato all'Addolorata, distante mezzo chilometro, aperto al culto. L'oratorio a Tremonte, dedicato a Santa Veronica, distante un chilometro, aperto al culto. L'oratorio al Bosco, dedicato a Santa Petronilla, distante un chilometro e mezzo, aperto al culto e di patronato Fumagalli, L'oratorio a Ohè inferiore, dedicato a San Giuseppe, distante un chilometro e mezzo, aperto al culto e di patronato Molteni. L'oratorio a Ohè superiore, dedicato a Santa Veronica, distante due chilometri e aperto al culto. L'oratorio a Casternago, dedicato a San Martino, distante due chilometri e mezzo, aperto al culto, e di patronato Lurani. L'oratorio a Galbusera, dedicato a San Francesco, distante tre chilometri e mezzo, aperto al culto e di patronato Busca. L'oratorio a Cereda, dedicato a San Rocco, distante due chilometri, aperto al culto. L'oratorio a San Giorgio, dedicato a Santa Caterina, aperto al culto. La cappella dell'Ospitale, dedicata a San Federico, distante mezzo chilometro ".
Un altro significativo smembramento di rilievo avvenne nel 1914, anno in cui fu eretta la nuova parrocchia di S. Maria Hoé, con le frazioni che erano state tolte dalla comunità di Nava ad opera del card. Federico Borromeo.
Ultimo smembramento. Il 9 Marzo 1939 viene posata la prima pietra della chiesa di S. Ambrogio in Monte dal card. Schuster. Chiesa e casa parrocchiale sono finanziate da don Ambrogio Rocca. Nel Marzo 1940 la chiesa viene consacrata e la parrocchia costituita il 16/02/1947 col nuovo parroco don Luigi Ronchetti.
Tuttora il territorio della parrocchia è molto vasto e penetra nei comuni di Perego, S. Maria Hoè, Olgiate Molgora e Castello di Brianza con dei confini che spesso seguono il corso dei torrenti Molgora e Bevera, quindi molto strani e oggi illogici. A maggior ragione la pastorale deve guardare sempre meno ai confini geografici e sempre più alla maturità cristiana della gente attraverso una pastorale di insieme.
La Chiesa Parrocchiale
Pur essendo la Chiesa del 1420, i primi documenti presenti in archivio risalgono, tuttavia, all'anno 1567 quando il delegato del Cardinale Carlo Borromeo, descrive la Chiesa in questo modo:" Visitò la chiesa parrocchiale di S. Giorgio di Rovagnate che è grande ed alta, lunga 34 braccia e larga 19 (circa 20x 11 m), tutta coperta a volta, salvo la prima parte, all'ingresso sopra la porta maggiore, che è coperta solo di tegole. Ha il pavimento in selciato. In essa non si rinvenne il sacrario. Gli oli sacri stanno in 3 vasi di piombo uniti. Il santuario è in un angolo della cappella maggiore dietro l'altare. Ci sono i registri dei battesimi e dei matrimoni. Non ci sono reliquie di santi. La chiesa è bella e magnificamente edificata, ma con qualche imperfezione ed alquanto sporca cioè con molti pezzi di pietra. Sul lato sinistro andando all'altare c'è un sepolcro sopra la terra. Non c'è sacrestia. Il campanile è separato dalla chiesa, si trova nel cimitero, è alto con una sola campana. Il cimitero è aperto su due lati. Le finestre sono imperfette.
Paramenti e redditi sono descritti negli allegati. Ci sono tre altari. Il maggiore è dedicato a S. Giorgio entro una cappella a volta lunga 10 braccia e larga per tutto lo spazio, con pavimento e sottotetto. La cappella è molto bella come tutta la chiesa tuttavia non ci sono dipinti e manca un po'di perfezione.
L'altare del Crocefisso è a sinistra salendo all'altare maggiore, in una piccola cappella a volta ed ha molte rendite per affitti descritti nell'apposito allegato, per un totale di 21 lire con vari oneri che si dovrebbero rivedere.... Le anime che ricevono i sacramenti sono circa 450 e tutte si confessano. "
Il 12 Luglio 1611 il Card. Federico Borromeo "venne alla visita di questa parrocchiale nella quale ordinò ciò che segue:... " nell'antico registro seguono le informazioni dettagliate ad es.: "si compri un altro vase baptesimale sopra del quale la vi ponga un coperchio di rame per diffendere l'aqua baptesimale dala polvere. La vi faccia sopra un altro ciborio di legno. La Cappella sia pinta et ornata con la pittura di S.o Giovanni Bat.a nel atto che battezza il Signore. Al Sacrario la vi facciano le sue ante con sua seratura et chiave per custodia". Si raccomanda che: "Si faccia sotto l'archo della Cappella maggiore un trave pinto et adornato sopra del quale si ponga l'immagine del Crocefisso. La Cappella della Bma Verg.e che minaccia ruina sia restaurata ... L'altare del Santissimo Crocefisso si restringa …”.
Dalla visita pastorale del 1745 (Pozzobonelli) sappiamo che la chiesa aveva due cappelle, una dedicata alla Beata Vergine, l'altra a San Carlo, la cui devozione riteniamo fosse già viva fin dai primi anni del secolo precedente. Alla chiesa di Rovagnate, infatti, nel 1613, venne donata da Angelo del Conte, una statua di San Carlo realizzata in legno di tiglio, ancora la stessa venerata oggi.
Sempre dalla visita del Pozzobonelli, sappiamo che la chiesa aveva un organo ed una cantoria in legno di noce, il portale esterno era arricchito da modanature in pietra molera e da un protiro su due colonne lapidee da cui si passava uscendo all'antistante arca cimiteriale (a tal proposito, nell'intemo della chiesa, a quell'epoca, si contavano 8 sepolcri). Una breve annotazione indica che dopo venticinque anni da quella descrizione, nel 1771, la chiesa fu restaurata: non si conoscono tuttavia con precisione i lavori eseguiti.
Un'importante annotazione riguarda invece l'avvenuta realizzazione dell'Altare Maggiore (l'attuale): da indicazioni recenti, fornite da studiosi, pare che il disegno dell'altare sia da attribuire all'architetto Carlo Amati, famoso soprattutto per il progetto della chiesa di S. Carlo a Milano.
E' nel secolo successivo (XIX) che la chiesa subì notevoli trasformazioni. Venne innanzitutto realizzato il coro, mentre il campanile venne arricchito da un nuovo concerto di campane commissionato alla ditta Bizzozzero di Varese (1845). Ma è soprattutto l'ampliamento della chiesa, di cui abbiamo notizia nel 1869 (lapide commemorativa posta al di sopra della porta di accesso del campanile), che trasformò radicalmente la parrocchiale. Nel 1850 la chiesa si arricchì di uno stupendo organo costruito interamente dal Fratelli Serassi, la più importante famiglia di organari in Italia. L'organo è composto da due tastiere di 58 tasti con copertura in osso per i diatonici ed ebano per i cromatici, una pedaliera diritta di 24 pedali con 12 note reali, 36 manette di registrazione al I' manuale ad incastro collocate su due colonne a destra della consolle, 16 manette di registrazione ad incastro collocate sulla sinistra della consolle su un'unica fila e 5 pedaletti di combinazione: unione tastiere, violino 11, ripieno 11, espressione, forti, unione tasto al pedale ed infine pedaloni di ripieno P, combinazione libera alla lombarda. L'organo fu restaurato nel 1938 da Ondei Felice. Il 23 aprile 2002 è stato inaugurato con un concerto il restauro realizzato dalla ditta Piccinelli di Bergamo dopo un lavoro durato due anni ed ora si può risentire il suono nella sua originalità.
L'interno della Chiesa venne completamente rinnovato ad opera di Valentini Bernasconi il quale, oltre a decorare la parte