 La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
Origine della Parrocchia
Un resto murario della parete meridionale, insieme con una monofora modanata in arenaria, indica però l'antichità dell'edificio, in questo caso assegnabile al secolo XII avanzato. Rispetto alla chiesa, fin dal Cinquecento, il campanile piuttosto elevato sorgeva nel cimitero antistante e con direzione ruotata, sì da apparire un relitto di una composizione degli spazi notevolmente diversa, come se sul colle sorgesse una vedetta a funzioni anche militari. Il luogo dipendeva un tempo dalla chiesa di Brianza, cui era obbligato a render decime nel 1329, forse anche in ragione della nascita di una rettoria pressoché autonoma; essa aveva ampie competenze d'anime sul vasto contorno. Nell'archivio parrocchiale non si trova una data precisa dell'anno di fondazione della Parrocchia, solo uno scritto del Coadiutore Sac. Ambrogio Tentorio del 1873 rileva che vi era una lapide posta sulla facciata dell'antica Chiesa che portava questa iscrizione:
D.O.M.
S. Georgi M.
Dicatum 1420
Consacratum 1540
Instauratum 1771
Lo stesso scritto porta l'elenco dei parroci composto già prima dal Parroco Sac. Berretta dove registrò l'inizio della vita parrocchiale appunto col 1420 con il Reverendo Parroco Bizolus de Airoldi de Robiate.
Essa non è registrata da Goffredo da Bussero, ma è noto che il Liber notitiae sanctorum manca degli elenchi relativi ad alcune dedìcazioni. Sappiamo però che nel 1443 prete Filippo de Cereda era rettore e beneficiale delle chiese dei santi Giorgio e Giovanni Battista, unione che rifletteva la fusione in atto tra Rovagnate e Perego che durò fino al Febbraio del 1588. Avere già il rettore significava disporre di sufficiente autonomia, riflesso indubbio della buona condizione socioeconomica della popolazione.
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