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La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.

Origine della Parrocchia

Il comune di Perego si trova in Provincia di Lecco, lungo la Strada Statale Briantea. L'ambito è quello del " Monte di Brianza, la parte collinosa della Martesana superiore" sud-orientale(1).

Delle vicende storiche del paese ben poco si conosce ma esse sono tuttavia riconducibili a quelle dell'alta Brianza in generale. Il nucleo centrale è fortemente caratterizzato dalla presenza di un complesso comprendente una superstite torre medievale (ascrivibile all'XI secolo) pertinente ad un probabile complesso fortificato, un chiostro di probabile origine cinquecentesca ed un monastero benedettino femminile in frazione Bernaga (attestato per la prima volta nel 1162); questo cenobio appartiene ora alle Romite Ambrosiane dell'ordine di Sant'Ambrogío ad nemus, di stretta osservanza papale.

Il nome del borgo é menzionato per la prima volta in un documento del 1097 ovvero un decreto dell'arcivescovo di Milano Anselmo IV a favore della chiesa plebana di S.Vittore di Varese, nel quale compare un “Vulielmus da Pelego" (2) . Tale Vulielmus, potrebbe essere un antenato della personalità più grande che il paese abbia mai conosciuto, quel Leone da Perego che fu il 93' Arcivescovo di Milano dal 1241 al 1257. Alcune vestigia architettoniche, presenti in paese, fanno comunque ipotizzare che lo stesso fosse già esistente in epoca basso-medievale, o addirittura risalente all'età romana.

Sappiamo che fu feudo visconteo, poi sforzesco, poi passò nelle mani degli Spagnoli di Carlo V e, infine, nel 1635, venne venduto come feudo camerale a tale Carlo Pozzo. Le infeudazioni ebbero inizio sotto la signoria dei Visconti, prima con carattere di distribuzione a personaggi e a famiglie benemerite del Principe e dello Stato milanese; poi, sotto il governo spagnolo, mediante cessione con la forma dell'appalto".(3)

Nell'alto Medioevo il paese appartenne alla pieve di S. Vittore del Monte di Brianza, poi divenne soggetto a quella di Missaglia e infine, nel 1854, alla Pieve di Brivio.

La vecchia Parrocchiale

La vecchia chiesa si colloca a nord-ovest dell'antico nucleo fortificato e ne delimita il perimetro. La posizione dell'abside rivolta ad est, fa ipotizzare ad un origine paleocristiana ben testimoniata dall'antica dedicazione a San Giovanni Evangelista che rende ancora più precisa la sua collocazione nel tempo. Ipotizzando invece un'intitolazione al Battista, Longoni scrive quanto segue: “Il richiamo al Santo Battezzatore tanto caro ai soldati barbari convertiti, potrebbe riferirsi ad una più antica cappella privata eretta nel castello e poi assorbita dalla chiesa pubblica"(4).

Tra il XIV e il XVI secolo Perego appartenne alla Parrocchia di Rovagnate, per motivi ancora non chiariti dalle cronache (ma sicuramente inerenti ai contrasti tra Guelfi e Ghibellini) che in quel periodo influenzarono tutta la Brianza, il cui artefice fu il leggendario Gian Giacomo de' Medici detto il "Meneghino”.

Nel 1567, padre Leonetto Chiavone, per incarico di San Carlo Borromeo, andò in visita a Perego ed incuriosito dalla situazione vigente in quel momento, tracciò le premesse per la separazione da Rovagnate, che avverrà di fatto nel 1588.

San Carlo Borromeo, nella Visita Pastorale del 1571 alla Pieve di Missaglia, visitò anche la chiesa di Perego (5). Durante un breve soggiorno in paese (ospite del cavaliere Pozzi), ordinò la costruzione di una cappella (in seguito dedicata a San Carlo) nella parte meridionale della chiesa, di imbiancare l'intera struttura e di collocarvi la croce affinché la chiesa fosse pronta per la Consacrazione.

La Parrocchia fu ricostituita, nel 1588, da S.Carlo Borromeo, l'edificio oggi sconsacrato, rimase sede della medesima fino al 1927.

Per giungere alla decisione di erigere una nuova chiesa i nobili di Perego, con a capo il cavalier Carlo Pozzo, decisero di autotassarsi della consistente somma di 210 lire imperiali annue a favore della stessa. (6)

In attesa della costruzione della casa parrocchiale i sacerdoti furono ospitati presso Casa Pozzi, promettendo in cambio la celebrazione di 52 messe annue a loro favore.

Questa ospitalità continuò fino al 1611, anno in cui un altro Borromeo Arcivescovo di Milano, Federico, ordinò agli abitanti di far erigere una dimora per i sacerdoti. Dagli atti di tale Visita Pastorale, si nota come sia stata costruita la cappella voluta da San Carlo con icone raffiguranti la Beata Vergine, San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo. Dagli stessi atti emerge anche la presenza di un altare Maggiore in stile Barocco, di un tabernacolo a forma ottagonale, elegante, sostenuto da colonnette auree, sormontato da una scena raffigurante la resurrezione di Cristo.

Finalmente completata, la Parrocchia ebbe per tre secoli fino al 1920 circa, come chiesa un edificio di stile barocco, il quale nel corso di questi tre secoli subì notevoli mutamenti ed ingrandimenti.

Oggi l'edificio, ormai sconsacrato, è sede dell' “Associazione Culturale Pelagus ".

Durante i lavori di restauro eseguiti da un gruppo di Volontari, negli anni (1993-96), sono stati rinvenuti alcuni oggetti di rilevante interesse che qui di seguito elenchiamo:

- Un Fonte battesimale di marmo nero con striature bianche risalente all'epoca seicentesca;

- Due affreschi di scuola lombarda del Settecento sui lati dell'Altare Maggiore, uno raffigurante San Giovanni Evangelista, l'altro San Domenico;

- Diversi frammenti di una lapide dedicata al cavaliere Luca Pozzi e ad Antonio da Perego;

- Due finestre votive di epoca seicentesca ora tamponate esternamente;

- Tre diverse Croci affrescate di consacrazione e riconsacrazione della chiesa;

- Frammenti di affreschi e decorazioni all'interno delle due cappelle e sulle colonne, dedicate alla Beata Vergine e a San Carlo;

- Due strati di pavimentazione: una di cotto seicentesco, la seconda di cotto risalente all'epoca ottocentesca. Degni di nota sono, per la loro decorazione, il pavimento dell'Altare Maggiore e quello della Cappella di San Carlo;

- Durante la rimozione dei diversi strati della pavimentazione sono state rinvenute alcune tombe. In una di queste sono stati ritrovati i resti di due corpi appartenenti -come si presume dai frammenti dei paramenti sacri - a due sacerdoti.

La nuova Parrocchiale

Nel 1927 vennero ultimati i lavori di costruzione della nuova chiesa, che venne ricavata in un'ala del chiostro cinquecentesco ora chiamato “Palazzo". Il progetto della nuova chiesa fu del mons. Polvara, architetto e fondatore a Milano della scuola d'Arte "Beato Angelico".

Spiccano in questa chiesa:

- il grazioso e caratteristico pronào;

- l'insolito soffitto a capriate in legno con decorazioni ad olio di stile basilicale, antico;

- il Cristo-Maestro, dalle movenze bizantineggianti, nel catino absidale;

- l'artistico ciborio dalle eleganti modanature in cotto.

L'attuale edificio ed il campanile (quest'ultimo del 1939) richiamano, in più parti, l'antica Basilica di Santa Sabina a Roma. Hanno un aspetto vagamente romanico che, assieme all'antico chiostro dal robusto colonnato ad archi, inferiore e dal leggiadro e delicato loggiato superiore, armonicamente disposti, conferiscono al tutto il senso ed il fascino di una secolare quiete sobria e mistica di tonalità francescana in sintonia con la spiritualità e la poesia che aleggia nelle vicine plaghe manzoniane.
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