
La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
Il perche di un nome11 giugno 2007IL PERCHE DI UN NOME
Alle nuove Comunità Pastorali deve essere assegnato il nome di un patrono che non sia quello di un santo delle parrocchie che vi fanno parte. E’ stato proposto il nome di Sant’Antonio Abate (IV secolo).
La sua festa si celebra il 17 gennaio e nella Valletta è un santo che tradizionalmente viene onorato a S. Maria Hoè. Da anni tale festa è il punto di riferimento per tutto il circondario comprendendo, anche la benedizione degli animali domestici. Inoltre cade in un periodo lontano dalle feste patronali delle singole parrocchie. Anche se lontano da noi, richiama un tempo in cui la Chiesa non era ancora scossa dalle grandi divisioni: quindi ci stimola a camminare nell’unità come vuole il Signore. La sua risposta alla chiamata del Signore è di esempio ai giovani perché accolgano con generosità l’invito a donare la propria vita anche nelle vocazioni di totale consacrazione a Lui.
Nel nostro contesto consumistico, il suo esempio ci richiama poi alla essenzialità e a vincere le tentazioni come ha fatto Gesù nel deserto.
Presentiamo una breve biografia.
La sua festa, a Gerusalemme, si celebrava già nel V secolo. La tradizione copta, siriaca e bizantina indicava come giorno della sua morte, cioè della sua nascita celeste, il 17 gennaio. A questa data la sua festa venne introdotta anche a Roma nel XII secolo. Da allora, Antonio, detto il Grande, divenne uno dei Santi più popolari del Medioevo, più narrato dalle leggende e più dipinto dai pittori.
Questo Santo, che sembrerebbe di casa nostra, era invece nato in Egitto, sulle rive del medio Nilo, e fino ai vent'anni condusse vita innocente e anche ingenua, sotto la tutela dei genitori e in compagnia della sorella.
Restato orfano, sentì il richiamo alla perfezione nelle parole evangeliche: «Vendete tutto ciò che avete, date il ricavato ai poveri, e ne otterrete un tesoro nei cieli ». Infatti vendette tutto e il ricavato lo diede ai poveri e, in parte, alla sorella che restava sola.
II suo primo rifugio di penitenza fu una celletta; poi un'antica tomba egiziana; poi un castello abbandonato.
Da ultimo si ritirò sulle rive del Mar Rosso, in un deserto inospitale. Presto venne indicato con il nome di «Deicolo», cioè innamorato di Dio. E il suo amore suscitò uno dei più vasti movimenti dei primi secoli cristiani. Egli fu infatti l'Abate, cioè il padre, degli Eremiti che dopo la metà del III secolo, in numero sempre maggiore, fuggivano il mondo per ritirarsi nel deserto, in Egitto e altrove.
Sant'Atanasio, il grande Patriarca di Alessandria, che oltre ad essere suo ammiratore, fu il suo primo biografo, lo chiamò «il fondatore dell'ascetismo», cioè della vita austera, di sacrificio e di penitenza.
E l'esempio della sua vita trasse e spronò migliaia di anime che lo seguirono nel deserto. Egli vi restò per più di ottant'anni, morendo vecchissimo, più che secolare, nel 356.
Ma dove non giungevano più le minacce di uomini, si moltiplicavano le tentazioni del Demonio.
E Sant'Antonio fu il Santo delle tentazioni: il nemico gli apparve sotto tutte le apparenze, angeliche, umane e bestiali. Egli lo vinse sempre, non però senza fatica, sì che una volta disse a Gesù, dopo aver superato una delle più forti tentazioni: «Dove eri tu, buon Gesù? Dove eri tu? Perché da principio non fosti presente, per aiutarmi?». E Gesù rispose: « Io ero qui, ma aspettavo di vedere la tua battaglia; ora, però, poiché tu hai combattuto francamente, per tutto il mondo ti farò ricordare ».
Infatti, pochi Santi ebbero la popolarità di Sant'Antonio Abate, invocato per la salute del corpo, e specialmente contro quella afflizione ancora nota come «fuoco di Sant'Antonio».
Nelle campagne poi gli venne affidata la protezione del bestiame, e fu allora che apparve ai suoi piedi il roseo porcellino, come simbolo di salute e di floridità, e che la sua immagine si moltiplicò in tutte le stalle, in atto di benedire gli animali domestici.