 La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
Anno Paolino25 ottobre 2008ANNO PAOLINO:
dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009
Indetto da Papa Benedetto XVI per commemorare il bimillenario della nascita di Paolo di Tarso.
Qui di seguito proponiamo alcune riflessioni che possono fare da fondale a questo anno particolare di ri‑scoperta del secondo (il primo è sempre Gesù) annunciatore della 'bella notizia'.
Tremilacinquecento chilometri per giungere fino a Roma, che si aggiungono ai duemila del primo viaggio, ai cinquemila del secondo ed ai seimila del terzo, percorsi nei tanti modi possibili del tempo, ‑ a piedi o sopra una nave sospinta dal vento, sulla groppa di asini e cavalli oppure sopra qualche carretto sgangherato ‑ per un totale di circa sedicimilacinquecento: anche questi dati dicono la passione dell'annuncio del Vangelo che mosse ‑ è il caso di dirlo ‑ l'apostolo Paolo. La proposta di un anno che abbia come riferimento l'apostolo Paolo ci invita poi alla continua rimeditazione della tradizione della Chiesa, poiché il «noi» della Chiesa non è mai semplicemente sincronico, ma abbraccia tutte le generazioni credenti e le unisce alla Chiesa apostolica, che è nostra madre. Come scrisse l'allora teologo Joseph Ratzinger: «La Chiesa non la si può fare, ma solo riceverla, e cioè riceverla da dove essa è già, da dove essa è realmente presente: dalla comunità sacramentale del suo Corpo che attraversa la storia».
Benedetto XVI ha posto l'attenzione anche sulla prospettiva ecumenica che dovrà caratterizzare l'Anno Paolino. Se l'evangelista Marco, come è certo, ha inventato il genere letterario QQvangelo", possiamo ben dire che Paolo ha inventato un nuovo genere, di "epistola". Paolo espresse il suo «assillo» per tutte le Chiese, inviando i suoi scritti, perché fossero letti e accolti.
La novità delle sue lettere, che univano la concretezza delle situazioni affrontate e l'ampiezza delle spiegazioni teologiche, derivava da quella realtà nuova che era la Chiesa di Cristo che si diffondeva in ogni città e regione. La vita e la predicazione viva di Paolo, espresse nelle sue epistole, rimandano continuamente all'origine dell'unità che non può essere persa, pena la perdita dell'identità stessa: l'unico Padre, l'unico Cristo, l'unico Spirito.
Così, nella fede della Chiesa, primato e collegialità non si oppongono mai, ma anzi si richiamano vicendevolmente. Proprio la tradizione dell'abbraccio di Pietro e Paolo, presso la piramide Cestia, prima del loro martirio, con la conferma reciproca delle rispettive missioni ‑ abbraccio rappresentato in tante testimonianze iconografiche paleocristiane ‑ è stata evocata dal Santo Padre nell'annunciare l'ecumenicità che caratterizzerà l'anno paolino.
"Dalla presentazione dell'Anno Paolino "
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