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La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
Sintesi de Percorso Pastorale Diocesano
25 ottobre 2008

Famiglia diventa anima del mondo

Terza tappa del Percorso pastorale “L’amore di Dio è in mezzo a noi”

La missione della famiglia a servizio del Vangelo

Presentazione sintetica

E’ una lettera dal tono confidenziale quella che l’Arcivescovo di Milano cardinale Dionigi Tettamanzi rivolge alle famiglie per infondere fiducia e speranza nella situazione concreta in cui vivono, qualsiasi sia il loro percorso umano e spirituale.

 “Famiglia diventa anima del mondo” (Centro Ambrosiano, pp. 132, € 4,50) è la terza tappa del Percorso pastorale sul tema della famiglia, sul quale la Diocesi di Milano sta lavorando già da due anni e costituisce il riferimento per l’attività delle parrocchie.

Destinatari della lettera sono tutte le famiglie, i sacerdoti e tutti coloro che sono protagonisti dell’attività delle comunità cristiane della Diocesi.

Questo Percorso pastorale si colloca in un cammino triennale di riflessione e impegno sulla missione della famiglia a servizio del Vangelo. Conclusi i primi due, dedicati all’ascolto della Parola di Dio e alla trasmissione della fede in ambito familiare, con l’inizio – nel prossimo mese di settembre – del nuovo anno pastorale si apre questo capitolo dedicato al rapporto con la società e al contributo che la famiglia può dare alla vita della città.

Come si evince dall’ “Introduzione”, la convinzione di fondo che anima il testo è che tutte le famiglie, non solo quelle cristiane, possono dare molto alla società nei molteplici contesti educativi, culturali, economici, sociali in cui vivono. La famiglia diviene anima del mondo mediante l’atto decisivo dell’educazione che deve accadere in alleanza con la chiesa e società. Il valore unico della famiglia si sintetizza nella relazione: tra i coniugi, tra genitori e figli, tra i figli, tra famiglie differenti. La famiglia è anima del mondo perché incarna la relazionalità: è vivendo le relazioni che diviene anima del mondo.

 

1° CAPITOLO – FAMIGLIA, SOCIETA’ E CHIESA

Il primo capitolo pone in luce la dimensione sociale ed ecclesiale della famiglia. Immersi in una cultura che sembra spingerla in una prospettiva privatistica, è necessario far riscoprire la sua dimensione essenziale: non realtà chiusa ma aperta e congiunta alla società e alla chiesa. E’ una piccola chiesa dentro la comunità cristiana, prima e vitale cellula della società civile.

La famiglia oggi è una realtà molto amata ma anche parecchio discussa: il capitolo presenta luci ed ombre che la caratterizzano. L’Arcivescovo domanda di osservare concretamente le famiglie per scoprire il loro significato profondo e la loro perenne validità.

Il legame matrimoniale che unisce l’uomo e la donna è presentato come “del tutto singolare”, non assimilabile a nessun altro tipo di unione. Per comprendere la realtà originale della famiglia occorre leggerla dentro l’intreccio delle sue relazioni con la società e la comunità cristiana. Da questa lettura dinamica della famiglia derivano per le comunità cristiane implicazioni concrete: occorre assumere ritmi, tempi e modalità relazionali della famiglia così da realizzare una pastorale a misura della famiglia.

La famiglia è una ricchezza per tutta la società, è momento di rinnovamento ed è ancora possibile riproporre oggi il suo valore, nell’attuale contesto culturale. La credibilità della famiglia nel mondo d’oggi deve emergere dal vissuto di fede, dell’analisi razionale e dal diritto naturale; la via più promettente è però quella della testimonianza. Servono famiglie che testimonino concretamente, con la loro vita, la bellezza della famiglia, contagiando gioia ed entusiasmo.

 

 2° CAPITOLO – FAMIGLIA, DONO DELLA VITA E BENE DELLA SALUTE

Il secondo capitolo tratta del dono della vita e del bene della salute. La vita è presentata come vocazione: non c’è vita autentica senza vocazione. In un contesto culturale in cui tutto è frammentato e tutto tende alla soddisfazione immediata dei piccoli desideri, si fatica a presentare l’esistenza umana come vocazione. Si preferisce presentarla come susseguirsi di progetti a breve, di relazioni capaci di suscitare emozioni intense, traguardi intermedi e convenienti.

Il cristiano è sempre custode e servitore della vita, di tutta la vita, in ogni stagione e ambito dell’esistenza. Occorre vigilare sui temi dell’aborto e dell’eutanasia: ma difendere la vita significa allargare l’orizzonte su altre realtà che la minacciano: miseria, ignoranza, prostituzione, emarginazione degli stranieri, sicurezza sul lavoro, condizione degli anziani...

Nel Percorso pastorale il tema della salute è letto a partire dalla realtà della famiglia che tanti pesi e sfide sostiene in occasione della malattia di uno dei suoi componenti. E’ a partire dalla famiglia che deve maturare un atteggiamento cristiano verso la malattia. Cristo non l’ha soppressa, nemmeno l’ha sconfitta del tutto: l’ha presa su di sè. E le famiglie sono chiamate a fare altrettanto. Importante è educare i giovani al senso della malattia, spiegando come essa non sia un incidente di percorso, ma parte – drammatica - della vita stessa.

 

3° CAPITOLO – EDUCAZIONE, CULTURA, SCUOLA, COMUNICAZIONE

I temi del terzo capitolo sono profondamente correlati tra loro. L’educazione è inserita nell’orizzonte della cultura che quotidianamente la famiglia respira e della quale è al tempo stesso protagonista. Nei decanati e nelle zone occorre rinnovare e rilanciare con più forza l’impegno culturale. Famiglie e comunità cristiane non devono sottrarsi al confronto con la cultura per scoprire e condividere le indicazioni per raggiungere il vero e il bello della vita.

La famiglia deve sostenere il dialogo con la scuola, i cristiani devono essere attenti alla scuola: all’intera realtà della scuola, non solo quella cattolica. Senza rimbalzi di responsabilità tra famiglia e scuola. Le comunità cristiane se amano davvero la famiglia devono essere attente alla scuola, strada privilegiata per realizzare un vera integrazione sociale. Dentro il tema della scuola è collocata la risorsa dell’insegnamento della religione cattolica, vera e propria forza educativa.

La terza tappa del Percorso pastorale tratta la realtà della comunicazione come decisiva: educazione e cultura passano dai media, rete capillare che tutti intercetta. Un tema che esige conoscenza e responsabilità crescenti, specie a cura delle famiglie e delle comunità cristiane.

 

4° CAPITOLO - LA FAMIGLIA, LA CASA, IL LAVORO E LA FESTA

La casa è bene necessario per l’intimità e la crescita della famiglia. Da tempo l’Arcivescovo segnala il problema dell’emergenza abitativa. Costruttivamente ora si rivolge alle comunità parrocchiali, agli istituti religiosi, alle realtà del mondo cattolico, alle famiglie che dispongono di alloggi disponibili, alle Amministrazioni locali affinché condividano le risorse di cui dispongono. Decisiva in questo senso è la realizzazione di soggetti di intermediazione che garantiscano i potenziali locatari e favoriscano le persone bisognose di alloggio.

Tratto caratteristico dello scenario sociale - con pesanti ricadute sulla famiglia - è la precarietà del lavoro. Il Percorso sottolinea come sia preziosa occasione per la testimonianza evangelica e al tempo stesso esiga un’opera educativa, specie nei confronti dei giovani. Se è la famiglia ad avere il primato sull’impegno lavorativo dei suoi membri, occorre constatare come sia crescente il tempo dedicato al lavoro, a discapito delle relazioni domestiche. Il Cardinale evidenzia poi i sacrifici che le donne sostengono per coniugare professione e famiglia.

L’esperienza lavorativa non è l’obiettivo dell’esistenza, ma è finalizzata al riposo e alla festa. Riposo non è solo lo spazio per prepararsi a sostenere lo sforzo successivo, ma occasione per confermare e approfondire le relazioni, specie quelle familiari. E la festa non è il semplice svago, ma il modo per comprendere e celebrare il senso della vita, per ricreare il tessuto sociale. Il testo del Percorso invita le comunità cristiane ad offrire occasioni per vivere “domeniche insieme”, occasioni di incontro e conoscenza a partire dalla celebrazione dell’Eucaristia.

 

5° CAPITOLO - UNA FAMIGLIA PER LA CITTA

Come la famiglia diviene anima della città? Le famiglie non sono altro rispetto alla città, ma soggetti aperti a relazioni, soggetti educativi di primaria importanza, occasione di sostegno per altre famiglie nel disagio. Le famiglie hanno un ruolo unico per umanizzare la città, per favorire l’inserimento delle coppie giovani che iniziano la loro avventura familiare in un territorio nuovo, per integrare gli immigrati che chiedono di divenire cittadini. Per raggiungere questi traguardi, il testo incoraggia l’associazionismo familiare nelle sue diverse forme.

            Ma la famiglia non può agire da sola. Istituzioni sociali e la famiglia invocano un reciproco riconoscimento e devono aprirsi ad una intensa collaborazione, in attuazione del principio di sussidiarietà. Una vera solidarietà tra società civile e famiglia permette la costruzione di una società più giusta e permette alla famiglia di promuovere la sua più profonda identità. La famiglia ha un grande ruolo anche per rendere più abitabile la città, costruendo reti di relazione, aprendosi all’accoglienza, dando un volto ai quartieri, custodendo l’ambiente…

 

6° CAPITOLO - ADEMPIMENTI CONCRETI

Concludendo l’Arcivescovo assegna tre adempimenti concreti. Anzitutto la definizione di un volto unitario delle “feste” che tra gennaio e febbraio ogni anno si celebrano per sottolineare momenti significativi della famiglia: la “Festa della famiglia”, la “Giornata della vita”, la “Giornata della solidarietà”, la “Giornata del malato”, la “Giornata della vita consacrata”.

Il secondo adempimento prevede - in ogni comunità pastorale o parrocchiale, entro la fine dell’anno 2008-09 – una verifica con le conseguenti azioni di rilancio della pastorale famigliare.

Il terzo adempimento chiede – ad ogni parrocchia o comunità pastorale – di riconsiderare il progetto pastorale: per riscrivere i passaggi inerenti il tema della famiglia, e – più globalmente - per ridisegnarlo così da realizzare una pastorale più a “misura della famiglia”.

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