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La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
GIORNATA MONDIALE DEI MIGRANTI
17 gennaio 2010

Dalla lettera natalizia del Cardinale ai migranti.

Carissimi fratelli e sorelle migranti ……                                                                                                                                                                    

Mi sento in profonda sintonia con il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI, che nel suo messaggio per la prossima "Giornata Mondiale per le Migrazioni" riprende dall\'enciclica Caritas in veritate  un\'espressione semplicissima eppure formidabile e folgorante.  Dice: “Il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili, da rispettare sempre e da tutti” (cfr. n. 62).  Come non sottoscrivere queste parole così sacrosante? Ma chi veramente le sottoscrive nella sua vita non solo con le labbra, ma con fatti concreti? Cerco di mettermi al vostro posto quando sono costretto a rilevare certi comportamenti e situazioni della nostra società. Sento di essere immerso in un\'atmosfera di preconcetti e di sospetti che rende difficili, pesanti, persino insopportabili le relazioni quotidiane tra le persone.    Che cosa e come possiamo fare, fratelli migranti, per toglierci di dosso questo fardello così triste e logoro che ci viene messo sulle spalle? Una via c\'è! La conosciamo e la

vogliamo seguire: dobbiamo comportarci bene, dobbiamo dare il meglio di noi stessi vivendo con impegno generoso e fedele la vita delle nostre famiglie.   E\' questo, carissimi, uno dei fondamentali e inalienabili diritti del migrante: il diritto a vivere in famiglia!     Il Natale, richiamandoci immediatamente alla famiglia, ci pone delle domande: "Come mai ci sono ancora tanti ostacoli - e non solo burocratici per i ricongiungimenti familiari? Non è uno dei primi diritti di una donna e di un uomo formare una famiglia e poter stare uniti ai propri figli?”. E ancora: "Come è possibile celebrare e vivere il Natale quando la famiglia è costretta nei suoi membri ad essere \'sparsa\' qua e là per il mondo? Come possono crescere bene i bambini in simili condizioni?”.  Queste domande ci inquietano ancora di più quando pensiamo che i bambini e gli adolescenti migranti sono una grande speranza per il futuro....    Carissimi genitori, so che incontrate tante difficoltà perché i valori umani e cristiani nei quali credete stanno subendo una grande crisi nella nostra società: anche i vostri figli - sia nati qui, sia venuti da lontano ormai ragazzi e adolescenti - finiscono non poche volte per rifiutare i vostri insegnamenti.   Gesù Bambino, Maria e Giuseppe ci aiutino perché il Natale che celebra il dono della vita nuova, porti in ogni famiglia migrante un\'atmosfera di serenità e di gioia tra genitori e figli.   

                                                                        Card. Dionigi Tettamanzi.

Dal messaggio di Benedetto XVI: “I migranti e i rifugiati minorenni”.

 

. . . Una particolare categoria di minori è quella dei rifugiati che chiedono asilo, fuggendo per varie ragioni dal proprio paese, dove non ricevono adeguata protezione. Le statistiche rivelano che il loro numero è in aumento. Si tratta dunque di un fenomeno da valutare con attenzione e da affrontare con azioni coordinate, con misure di prevenzione, di protezione e di accoglienza adatte, secondo quanto prevede anche la stessa Con-venzione dei Diritti dei Bambino (cfr art. 22).

Mi rivolgo ora particolarmente alle parrocchie e alle molte associazioni cattoliche che, animate da spirito di fede e di carità, compiono grandi sforzi per venire incontro alle necessità di questi nostri fratelli e sorelle. Mentre esprimo gratitudine per quanto si sta facendo con grande generosità, vorrei invitare tutti i cristiani a prendere consapevolezza della sfida sociale e pastorale che pone la condizione dei minori migranti e rifugiati. Risuonano nel nostro cuore le parole di Gesù: "Ero forestiero e mi avete ospitato" (Mt 25,35), come pure il comandamento centrale che Egli ci ha lasciato: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l\'anima e con tutta la mente, ma unito all\'amore al prossimo (cfr Mt 22,37-39). Questo ci porta a considerare che ogni nostro concreto intervento deve nutrirsi prima di tutto di fede nell\'azione della grazia e della Provvidenza divina. In tal modo anche l\'accoglienza e la solidarietà verso lo straniero, specialmente se si tratta di bambini, diviene annuncio dei Vangelo della solidarietà. La Chiesa lo proclama quando apre le sue braccia e opera perché siano rispettati i diritti dei migranti e dei rifugiati, stimolando i responsabili delle Nazioni, degli Organismi e delle istituzioni internazionali perché promuovano opportune iniziative a loro sostegno….

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