
La Comunità Pastorale è intitolata a S.Antonio Abate, già venerato nel nostro territorio; un santo dedito alla ricerca di Dio e per questo considerato dalla tradizione Padre del monachesimo. Al suo esempio, alla sua seria e costante ricerca del volto di Dio e alla sua intercessione affidiamo il Progetto Pastorale delle parrocchie di Perego, Rovagnate, S.Ambrogio in Monte e S. Maria Hoè.
Abbiamo la convinzione che la frequentazione orante della Parola di Dio, la meditazione e la contemplazione di Gesù Cristo siano le fondamenta su cui costruire una Comunità e formare la fede dei singoli e dei gruppi alla missione. Lo stesso S.Antonio, pur essendosi votato alla vita eremitica nel deserto, quando ad Alessandria imperversarono le persecuzioni dei cristiani, non esitò a lasciare l’eremo per stare vicino alla gente.
FESTA DELLA FAMIGLIA 8 gennaio 2010PREPARIAMO LA FESTA IN FAMIGLIA
Cara famiglia,
chissà se sei in salute, se i legami sono forti, stabili e sicuri, se vivi una tranquillità economica, se hai amicizie, se appartieni alla comunità cristiana in modo attivo e responsabile, se vivi con gioia la dimensione religiosa… Ma, a dire il vero, esiste poi una famiglia così? Lo sappiamo bene infatti che nelle nostre famiglie, anche le più ‘riuscite’ ci sono sempre motivi di fragilità e di fatica, qua o là qualcosa scricchiola e non ci sentiamo poi così all’altezza. Sappiamo però anche che in tutte le famiglie, nessuna esclusa, c’è del bene, la vita procede, i figli crescono e hanno voglia di diventare grandi, la mamma e il papà si spendono e fanno quello che possono per loro in forme diverse, tra fratelli e sorelle c’è anche intesa e aiuto reciproco…
Ecco perché, cara famiglia, in qualunque situazione ti trovi, desideriamo rivolgerti questo invito alla festa per gustare la bellezza del tuo esistere e, insieme alla comunità, ringraziare e lodare il Signore. Se ne hai la forza o riesci a vincere le mille resistenze, puoi offrire il tuo contributo alla riuscita dell’iniziativa, se invece ti senti distante dal clima festoso per ragioni tue, tutte serie e vere, ci sentiamo di insistere perché può essere cosa bella lasciarsi un po’ trascinare e contagiare da chi vive in modo più leggero, puoi scoprire nuove vie e possibilità di incontro che tanto fanno bene.
Certo festeggiare ti richiede un po’ di energia, quella che occorre per avere occhi per il bene, per avere un cuore che rischi l’ascolto, per avere un gesto di tenerezza, uno sguardo d’intesa e comprensione.
Per prepararti alla festa prova allora a fare la gara a chi vede più bene in famiglia, nelle piccole cose: un complimento, un aiuto domestico, un confronto costruttivo, una domanda di interesse, un abbraccio, una carezza, qualcuno che raccoglie il cappello non suo, o la sciarpa, o lo zaino, o le scarpe… qualcuno che si siede in fondo al letto mentre l’altro/a prende sonno, una colazione preparata, una cucina riordinata (anche se non proprio come si dovrebbe), i miei biscotti preferiti che chissà chi ha deciso di infilare nel carrello della spesa… E sono tutti piccoli barlumi di festa, sprazzi di eternità, briciole di santità, se sappiamo vedere, e ci fanno pietre vive, non sparse, sole e inutili.
Perché non c’è cemento più forte e tenace della tenerezza, quella che in modo dolce ma solido, silenzioso ma efficace, costruisce la casa dell’umano modo di stare al mondo, quella che vivifica le nostre famiglie e le rende sante, cioè capaci di trasmettere la qualità umana e divina della vita.
Anche in te, cara famiglia c’è questa risorsa preziosa, grande, bella e promettente, è di una forza straordinaria e sorprendente. L’abbiamo tutti da sempre, il battesimo l’ha elevata e rafforzata.
Falla crescere ora con i tanti gesti di affetto di cui sei capace, coltivala, nutrila con la preghiera e l’ascolto della Parola, che puoi fare con semplicità, a tua misura, nei tempi a te più congeniali, per conto tuo o con altre famiglie. In questo modo, quasi con naturalezza, tutti in famiglia siamo come ‘sacerdoti’, rendiamo presente l’amore di Dio fra noi e in comunità. E così anche il giorno della festa, quello del riposo, bella invenzione di Dio per gustare gli affetti più cari, i frutti del lavoro e la bellezza del creato, diventi occasione di incontro e di lode. Insieme alle altre famiglie della comunità puoi far sì che l’edificio del bene si faccia più solido, capace di accogliere anche chi è stremato e non ce la fa. È questa la nostra forza: il cuore vissuto della Divina Tenerezza. Buona festa!
Un abbraccio affettuoso, Francesca e Alfonso
Responsabili del Servizio diocesano per la famiglia